Aids, arriva il primo gel che blocca il contagio
Pubblicato il: 21/7/2010 11:38
Una nuova speranza nella lotta contro l'Aids. Si parla di una "scoperta storica" quella riguardante un gel vaginale protettivo contro l'Hiv, che è efficace e diminuisce il rischio di contrarre infezioni. Il prodotto a base di un antibatterico e di un farmaco antiretrovirale all'1%, il Tenofovir, è in grado di ridurre il contagio del 50% dopo un anno di utilizzo, e del 39% dopo due anni e mezzo.
Il prototipo è stato prensentato a Vienna durante la Conferenza Mondiale sull'Aids. La ricerca, durata tre anni e guidata da Salim Abdool Karim, un ricercatore sudafricano a capo del Centro studi Caprisa, è stata effettuata su un campione di novecento donne africane di età compresa tra i 18 e i 44 anni, tutte sessualmente attive e sane. Alcune di queste hanno applicato regolarmente il gel con il farmaco, dodici ore prima e dodici ore dopo il rapporto, un'altra parte, invece, veniva curato con un placebo. Nel primo gruppo l'incidenza dell'Hiv era del 5,6%, nel secondo del 9,1%.
Secondo gli esperti questo metodo potrebbe essere usato dalle donne che sono costrette dai partner ad avere rapporti non protetti ma, prima di arrivare sul mercato, il gel dovrà superare altri test concernenti in modo particolare il livello di protezione e la sua utilizzazione ottimale. Se queste barriere verranno superate, potrebbe trattarsi di una delle armi più valide per la lotta all'Aids.
L'Hiv, il virus dell'immunodeficienza umana, responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), è un'emergenza soprattutto in Africa dove ogni anno colpisce milioni di nuovi nati. Oggi, oltre trentatre milioni di persone sono infettate dal virus Hiv, due terzi delle quali vivono nell’Africa sub-sahariana, di cui il 60% sono donne.
"Stiamo dando una grande speranza alle donne", ha dichiarato Michel Sidibe, direttore esecutivo del programma Unaids dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità. "Per la prima volta - ha proseguito il direttore - abbiamo visto dei risultati nella prevenzione dell’Aids con un'opzione in mano alle donne". Secondo gli studiosi le dosi di gel hanno un prezzo di produzione basso, e questo contribuirebbe alla facilità di distribuirlo in tutti i paesi poveri, primo fra tutti il Continente Nero.
Palma Maria Roberta Frascella
http://www.barimia.info/modules/article/view.article.php?32307
ARTICOLI E NOTIZIE SUI PROBLEMI SESSUALI-COME EVITARE INFEZIONI E MALATTIE E PROBLEMI PSICOLOGICI.
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venerdì 23 luglio 2010
giovedì 28 maggio 2009
ANTICORPO ARTIFICIALE PROTEGGE SCIMMIE DALL'AIDS
ANTICORPO ARTIFICIALE PROTEGGE SCIMMIE DALL'AIDS
(AGI) - Washington, 18 mag. - Un gruppo di ricercatori ha forse scoperto la tecnica che portera' finalmente alla realizzazione del vaccino contro il virus dell'Aids: ha creato infatti un anticorpo artificiale trasportato nell'organismo da un virus. Questa molecola sintetica del sistema immunitario e' riuscita a proteggere le scimmie contro la versione animale dell'Hiv, chiamata Siv, come scrivono i ricercatori sulla rivista Nature Medicine.
http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200905181026-hpg-rsa0012-anticorpi_artificiali_combattono_il_virus_aids_nelle_scimmie
(AGI) - Washington, 18 mag. - Un gruppo di ricercatori ha forse scoperto la tecnica che portera' finalmente alla realizzazione del vaccino contro il virus dell'Aids: ha creato infatti un anticorpo artificiale trasportato nell'organismo da un virus. Questa molecola sintetica del sistema immunitario e' riuscita a proteggere le scimmie contro la versione animale dell'Hiv, chiamata Siv, come scrivono i ricercatori sulla rivista Nature Medicine.
http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200905181026-hpg-rsa0012-anticorpi_artificiali_combattono_il_virus_aids_nelle_scimmie
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martedì 24 febbraio 2009
38 anni, eterosessuale, sieropositivo e inconsapevole
38 anni, eterosessuale, sieropositivo e inconsapevole
L’Aids continua a colpire in Italia e diventa sempre più subdolo. Basti pensare che negli anni Ottanta, quando si iniziò a parlare di Aids e la malattia ebbe la sua prima vera esplosione, il 70% dei sieropositivi era rappresentato da tossicodipendenti (età media: 26 anni) che si ammalavano a seguito dell’utilizzo in condivisione di aghi infetti.
Oggi, invece, solo dieci sieropositivi su cento sono tossicodipendenti, tutti gli altri sono individui che conducono una vita apparentemente normale e senza vizi e che si ammalano a seguito di un rapporto sessuale – generalmente eterosessuale – non protetto e che non si accorgono di essere malati fino a quando non è troppo tardi. Il dato emerge da un recente rapporto sulla situazione HIV nel nostro Paese presentato a Roma da Andrea Antinori, direttore del Dipartimento clinico dell'Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani.
Il punto più importante di questo rapporto è proprio quello relativo alla mancanza di consapevolezza di essere sieropositivi. Ecco l’identikit del paziente-tipo nel terzo millennio: ha in media 38 anni, è eterosessuale e il pensiero di poter essere sieropositivo sembra non sfiorarlo nemmeno alla lontana, al punto da trasformarsi in veicolo di contagio per anni e anni prima di scoprire di essere malato e di iniziare a seguire una terapia antiretrovirale, che al giorno d’oggi permette alla maggior parte dei pazienti di tenere sotto controllo la malattia e di aspirare a una qualità della vita assolutamente soddisfacente.
Antinori ha spiegato che il 30% dei pazienti scopre di essere malato solo quando l’infezione ha raggiunto una fase avanzata e un quarto dei 120.000 nuovi sieropositivi non ha la minima idea di essere malato.
http://news.paginemediche.it/it/231/la-mela-del-giorno/infettivologia/detail_105069_38-anni-eterosessuale-sieropositivo-e-inconsapevole.aspx?c1=41
L’Aids continua a colpire in Italia e diventa sempre più subdolo. Basti pensare che negli anni Ottanta, quando si iniziò a parlare di Aids e la malattia ebbe la sua prima vera esplosione, il 70% dei sieropositivi era rappresentato da tossicodipendenti (età media: 26 anni) che si ammalavano a seguito dell’utilizzo in condivisione di aghi infetti.
Oggi, invece, solo dieci sieropositivi su cento sono tossicodipendenti, tutti gli altri sono individui che conducono una vita apparentemente normale e senza vizi e che si ammalano a seguito di un rapporto sessuale – generalmente eterosessuale – non protetto e che non si accorgono di essere malati fino a quando non è troppo tardi. Il dato emerge da un recente rapporto sulla situazione HIV nel nostro Paese presentato a Roma da Andrea Antinori, direttore del Dipartimento clinico dell'Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani.
Il punto più importante di questo rapporto è proprio quello relativo alla mancanza di consapevolezza di essere sieropositivi. Ecco l’identikit del paziente-tipo nel terzo millennio: ha in media 38 anni, è eterosessuale e il pensiero di poter essere sieropositivo sembra non sfiorarlo nemmeno alla lontana, al punto da trasformarsi in veicolo di contagio per anni e anni prima di scoprire di essere malato e di iniziare a seguire una terapia antiretrovirale, che al giorno d’oggi permette alla maggior parte dei pazienti di tenere sotto controllo la malattia e di aspirare a una qualità della vita assolutamente soddisfacente.
Antinori ha spiegato che il 30% dei pazienti scopre di essere malato solo quando l’infezione ha raggiunto una fase avanzata e un quarto dei 120.000 nuovi sieropositivi non ha la minima idea di essere malato.
http://news.paginemediche.it/it/231/la-mela-del-giorno/infettivologia/detail_105069_38-anni-eterosessuale-sieropositivo-e-inconsapevole.aspx?c1=41
domenica 22 febbraio 2009
AIDS: IN ITALIA 120MILA POSITIVI, UNO SU 4 NON LO SA
AIDS: IN ITALIA 120MILA POSITIVI, UNO SU 4 NON LO SA
(AGI) - Roma, 20 feb. - Cresce progressivamente la quota di soggetti che scoprono di aver contratto il virus Hiv in fase avanzata della malattia (oltre il 30%, dato europeo) e si stima che almeno un quarto dei 120mila soggetti Hiv positivi viventi in Italia sia inconsapevole del proprio stato. "Un dato importante che dobbiamo riuscire a diminuire ribadendo l'importanza del test, che e' un dovere civile oltre che l'unica speranza per tenere sotto controllo il virus", ha dichiarato Andrea Antinori, direttore Malattie Infettive allo Spallanzani di Roma, a margine della conferenza stampa di presentazione dello studio Adone, avviato per analizzare l'effetto della semplificazione della terapia ottenuta con Atripla, antiretrovirale in monosomministrazione quotidiana. Il test, "che e' anonimo, gratuito, sicuro ed efficace", sottolinea Antinori, e' la grande possibilita' per curarsi mantenendo una quotidianita' a detta degli esperti "normale".
"Basti pensare che oggi l'aspettativa di vita puo' raggiungere i 50 anni per un paziente giovane", continua Antinori, tracciando il trend dell'epidemia: "I nuovi infetti hanno un'eta' piu' adulta (38 anni contro i 26 anni del 1986), le donne sono circa un terzo del totale e la trasmissione avviene quasi esclusivamente per via sessuale - spiega il professore - Se nella seconda meta' degli anni'80 l'uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa era correlato al 70% delle trasmissioni, oggi i tossicodipendenti sono meno del 10% dei nuovi infetti". Costante negli ultimi 7-8 anni il numero dei nuovi infetti, circa 4mila l'anno in Italia; "diminuita sensibilmente invece, nell'ultimo decennio, la mortalita' - continua Andrea Antinori - Merito delle terapie antiretrovirali che hanno ridotto nettamente anche la morbilita' della malattia. L'80-90% di tutti i pazienti seguiti nei centri di riferimento sono in condizione di soppressione virologica, percentuale impensabile fino a qualche anno fa".
http://www.agi.it/ultime-notizie-page/200902201548-cro-rom1151-art.html
(AGI) - Roma, 20 feb. - Cresce progressivamente la quota di soggetti che scoprono di aver contratto il virus Hiv in fase avanzata della malattia (oltre il 30%, dato europeo) e si stima che almeno un quarto dei 120mila soggetti Hiv positivi viventi in Italia sia inconsapevole del proprio stato. "Un dato importante che dobbiamo riuscire a diminuire ribadendo l'importanza del test, che e' un dovere civile oltre che l'unica speranza per tenere sotto controllo il virus", ha dichiarato Andrea Antinori, direttore Malattie Infettive allo Spallanzani di Roma, a margine della conferenza stampa di presentazione dello studio Adone, avviato per analizzare l'effetto della semplificazione della terapia ottenuta con Atripla, antiretrovirale in monosomministrazione quotidiana. Il test, "che e' anonimo, gratuito, sicuro ed efficace", sottolinea Antinori, e' la grande possibilita' per curarsi mantenendo una quotidianita' a detta degli esperti "normale".
"Basti pensare che oggi l'aspettativa di vita puo' raggiungere i 50 anni per un paziente giovane", continua Antinori, tracciando il trend dell'epidemia: "I nuovi infetti hanno un'eta' piu' adulta (38 anni contro i 26 anni del 1986), le donne sono circa un terzo del totale e la trasmissione avviene quasi esclusivamente per via sessuale - spiega il professore - Se nella seconda meta' degli anni'80 l'uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa era correlato al 70% delle trasmissioni, oggi i tossicodipendenti sono meno del 10% dei nuovi infetti". Costante negli ultimi 7-8 anni il numero dei nuovi infetti, circa 4mila l'anno in Italia; "diminuita sensibilmente invece, nell'ultimo decennio, la mortalita' - continua Andrea Antinori - Merito delle terapie antiretrovirali che hanno ridotto nettamente anche la morbilita' della malattia. L'80-90% di tutti i pazienti seguiti nei centri di riferimento sono in condizione di soppressione virologica, percentuale impensabile fino a qualche anno fa".
http://www.agi.it/ultime-notizie-page/200902201548-cro-rom1151-art.html
lunedì 1 dicembre 2008
AIDS: GIORNATA MONDIALE, 33, 2 MILIONI I MALATI
bambini colpiti dalla malattia sono 2,1 milioni
AIDS: GIORNATA MONDIALE, 33, 2 MILIONI I MALATI
AGI) - Roma, 30 nov. - Il primo dicembre e' la Giornata mondiale per la lotta all'Aids. Le stime del 2007 parlano di 33,2 milioni di persone colpite da Aids, di cui 2,1 milioni sono bambini di eta' inferiore ai 15 anni. Secondo i dati dell'Istituto superiore di sanita', aggiornati al 31 dicembre 2007, in Italia si verificano 4 mila nuove infezioni l'anno: dall'inizio dell'epidemia all'anno scorso sono 59.500 i malati di Aids: la regione in assoluto piu' colpita e' la Lombardia, mentre nell'ultimo anno il tasso d'incidenza piu' elevato e' stato quello del Lazio. In Italia vivono 24 mila persone con l'Hiv e i nuovi casi della popolazione straniera incidono per il 20% del totale. Attualmente la via di trasmissione del virus e' quasi esclusivamente quella sessuale: scende progressivamente, infatti, il numero dei tossicodipendenti che diventa sieropositivo, come il numero dei bambini che si infettano dalle madri. A Torino, presso il centro congressi Lingotto, si tiene il secondo meeting nazionale dell'associazione Nps (Network persone sieropositive). Secondo i dati di un sondaggio realizzato dalla Swg per conto di Nps, l'Aids sembra fare meno paura agli italiani: nel 1991, a dieci anni esatti di distanza dalle prime notizie sull'Hiv, gli italiani che la mettevano al primo posto tra le loro paure erano uno su cinque: ora, invece dopo diciassette anni, sono rimasti solo il 4,8. Dal 1987 al 2004 la Giornata e' stata organizzata dall'Unaids, l'organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della lotta alla malattia; dal 2005 l'Unaids ha demandato la responsabilita' dell'organizzazione alla Wac (World Aids Campaign), organizzazione indipendente che ha scelto per la Giornata, fino al 2010, il tema sintetizzato dallo slogan "Stop Aids: keep the promise" (Fermare l'Aids: manteniamo la promessa). Sempre secondo il sondaggio commissionato da Nps, gli italiani considerano l'Aids il terzo fattore di morte nel mondo (mentre in realta' causa il 4,9% dei decessi), ma la temono come malattia solo il 6%. Inoltre, mentre il 64% ritiene che l'Aids abbia modificato la vita sessuale delle persone, solo il 25% dichiara di aver modificato le proprie abitudini sessuali. Come rivela il 69% degli intervistati, l'Aids non fa piu' notizia. La Lila (Lega italiana per la lotta all'Aids), associazione nata nel 1987, ribadisce la necessita', in una lettera aperta inviata nei giorni scorsi al sottosegretario Fazio, "di adeguate campagne informative, di garanzie concrete dei diritti delle persone sieropositive, di leggi che non discriminino ma facilitino la prevenzione", chiedendo che la Giornata dell'1 dicembre sia "un concreto richiamo all'azione e non un momento celebrativo". In questa giornata molte iniziative su tutto il territorio nazionale: l'Anlaids (Associazione nazionale per la lotta all'Aids), insieme ad altre associazioni, allestisce in tredici piazze italiane gazebo informativi dove verranno fornite corrette informazioni sulla trsmissione del virus e sul test. A Roma, in Campidoglio, il convegno "Stop Aids: mantieni la promessa", presso l'aula Giulio Cesare, con il sindaco Gianni Alemanno, il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio e il professor Fernando Aiuti.
http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200811302032-hpg-rsa0007-art.html
AIDS: GIORNATA MONDIALE, 33, 2 MILIONI I MALATI
AGI) - Roma, 30 nov. - Il primo dicembre e' la Giornata mondiale per la lotta all'Aids. Le stime del 2007 parlano di 33,2 milioni di persone colpite da Aids, di cui 2,1 milioni sono bambini di eta' inferiore ai 15 anni. Secondo i dati dell'Istituto superiore di sanita', aggiornati al 31 dicembre 2007, in Italia si verificano 4 mila nuove infezioni l'anno: dall'inizio dell'epidemia all'anno scorso sono 59.500 i malati di Aids: la regione in assoluto piu' colpita e' la Lombardia, mentre nell'ultimo anno il tasso d'incidenza piu' elevato e' stato quello del Lazio. In Italia vivono 24 mila persone con l'Hiv e i nuovi casi della popolazione straniera incidono per il 20% del totale. Attualmente la via di trasmissione del virus e' quasi esclusivamente quella sessuale: scende progressivamente, infatti, il numero dei tossicodipendenti che diventa sieropositivo, come il numero dei bambini che si infettano dalle madri. A Torino, presso il centro congressi Lingotto, si tiene il secondo meeting nazionale dell'associazione Nps (Network persone sieropositive). Secondo i dati di un sondaggio realizzato dalla Swg per conto di Nps, l'Aids sembra fare meno paura agli italiani: nel 1991, a dieci anni esatti di distanza dalle prime notizie sull'Hiv, gli italiani che la mettevano al primo posto tra le loro paure erano uno su cinque: ora, invece dopo diciassette anni, sono rimasti solo il 4,8. Dal 1987 al 2004 la Giornata e' stata organizzata dall'Unaids, l'organizzazione delle Nazioni Unite che si occupa della lotta alla malattia; dal 2005 l'Unaids ha demandato la responsabilita' dell'organizzazione alla Wac (World Aids Campaign), organizzazione indipendente che ha scelto per la Giornata, fino al 2010, il tema sintetizzato dallo slogan "Stop Aids: keep the promise" (Fermare l'Aids: manteniamo la promessa). Sempre secondo il sondaggio commissionato da Nps, gli italiani considerano l'Aids il terzo fattore di morte nel mondo (mentre in realta' causa il 4,9% dei decessi), ma la temono come malattia solo il 6%. Inoltre, mentre il 64% ritiene che l'Aids abbia modificato la vita sessuale delle persone, solo il 25% dichiara di aver modificato le proprie abitudini sessuali. Come rivela il 69% degli intervistati, l'Aids non fa piu' notizia. La Lila (Lega italiana per la lotta all'Aids), associazione nata nel 1987, ribadisce la necessita', in una lettera aperta inviata nei giorni scorsi al sottosegretario Fazio, "di adeguate campagne informative, di garanzie concrete dei diritti delle persone sieropositive, di leggi che non discriminino ma facilitino la prevenzione", chiedendo che la Giornata dell'1 dicembre sia "un concreto richiamo all'azione e non un momento celebrativo". In questa giornata molte iniziative su tutto il territorio nazionale: l'Anlaids (Associazione nazionale per la lotta all'Aids), insieme ad altre associazioni, allestisce in tredici piazze italiane gazebo informativi dove verranno fornite corrette informazioni sulla trsmissione del virus e sul test. A Roma, in Campidoglio, il convegno "Stop Aids: mantieni la promessa", presso l'aula Giulio Cesare, con il sindaco Gianni Alemanno, il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio e il professor Fernando Aiuti.
http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200811302032-hpg-rsa0007-art.html
martedì 5 agosto 2008
Aids/ Onu: su 2,7 mln di casi nel 2007, meta' ha tra 15 e 24 anni
Aids/ Onu: su 2,7 mln di casi nel 2007, meta' ha tra 15 e 24 anni
Capo Unfpa: ridurre del 35-45% casi di trasmissione madre-figlio
postato 7 ore fa da APCOM
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aids:in africa epidemia e' donna
pena di morte: ban ki-moon, usa fermino…
dall'italia 35,5 mln euro al pam per…
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Roma, 5 ago. (Apcom) - Donne e bambini sono i più vulnerabili al virus dell'Hiv/Aids, tanto che ogni anno metà delle persone sieropositive hanno un'età compresa tra i 15 e i 24 anni. Occorre quindi concentrare i propri sforzi a tutela dei più deboli, favorendo campagne di informazione mirate, dice il Direttore Esecutivo del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (Unfpa), Thoraya Ahmed Obaid, in un'intervista al quotidiano spagnolo El Pais. Obaid partecipa alla 17esima Conferenza internazionale sull'Aids, apertasi ieri a Città del Messico.
"Quello che mi preoccupa di più sono i giovani, quelli di età compresa tra i 15 e i 24 anni - dice Obaid - su 2,7 milioni di nuovi casi di infezione da Hiv registrati nel 2007, questo gruppo era quasi la metà, il 45%, dei casi. Nel mondo si stima ci siano 5,5 milioni di giovani sieropositivi". Vulnerabilità dovuta alla scarsa informazione, sottolinea: "Alla fine del 2007, solo il 40% dei giovani aveva una conoscenza approfondita su cosa fosse l'Hiv".
Dopo i giovani, sono le donne i soggetti più vulnerabili, se si considera che "nell'Africa sub-sahariana il 60% degli adulti sieropositivi è donna". Una situazione che ha poi ripercussioni sui nuovi nati, anche se Obiad auspica di poter ridurre i casi di trasmissione del virus da madre a figlio. "Il numero dei bambini contagiati da Hiv potrebbe essere ridotto del 35-45% con la prevenzione per le donne e la prevenzione per le donne incinte con Hiv - afferma il direttore dell'Unfpa - è significativo che in soli due anni, dal 2005 al 2007, la percentuale di donne incinte malate che hanno avuto accesso ai trattamento antiretrovirale è passata dal 14% al 33%". Lo scorso anno è aumentato anche il numero dei bambini sottoposti a cure, passati da 75.000 nel 2005 a circa 200.000.
Per il futuro, "bisogna ampliare i programmi che affrontano la diversità tra uomo edonna e investire più fondi per realizzarli". "Infine - conclude Obiad - è necessario favorire la mobilitazione e la partecipazione di uomini e bambini".
http://notizie.alice.it/notizie/esteri/2008/08_agosto/05/aids_onu_su_2_7_mln_di_casi_nel_2007_meta_ha_tra_15_e_24_anni,15657167.html
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"Quello che mi preoccupa di più sono i giovani, quelli di età compresa tra i 15 e i 24 anni - dice Obaid - su 2,7 milioni di nuovi casi di infezione da Hiv registrati nel 2007, questo gruppo era quasi la metà, il 45%, dei casi. Nel mondo si stima ci siano 5,5 milioni di giovani sieropositivi". Vulnerabilità dovuta alla scarsa informazione, sottolinea: "Alla fine del 2007, solo il 40% dei giovani aveva una conoscenza approfondita su cosa fosse l'Hiv".
Dopo i giovani, sono le donne i soggetti più vulnerabili, se si considera che "nell'Africa sub-sahariana il 60% degli adulti sieropositivi è donna". Una situazione che ha poi ripercussioni sui nuovi nati, anche se Obiad auspica di poter ridurre i casi di trasmissione del virus da madre a figlio. "Il numero dei bambini contagiati da Hiv potrebbe essere ridotto del 35-45% con la prevenzione per le donne e la prevenzione per le donne incinte con Hiv - afferma il direttore dell'Unfpa - è significativo che in soli due anni, dal 2005 al 2007, la percentuale di donne incinte malate che hanno avuto accesso ai trattamento antiretrovirale è passata dal 14% al 33%". Lo scorso anno è aumentato anche il numero dei bambini sottoposti a cure, passati da 75.000 nel 2005 a circa 200.000.
Per il futuro, "bisogna ampliare i programmi che affrontano la diversità tra uomo edonna e investire più fondi per realizzarli". "Infine - conclude Obiad - è necessario favorire la mobilitazione e la partecipazione di uomini e bambini".
http://notizie.alice.it/notizie/esteri/2008/08_agosto/05/aids_onu_su_2_7_mln_di_casi_nel_2007_meta_ha_tra_15_e_24_anni,15657167.html
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