ARTICOLI E NOTIZIE SUI PROBLEMI SESSUALI-COME EVITARE INFEZIONI E MALATTIE E PROBLEMI PSICOLOGICI.

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martedì 24 febbraio 2009

SESSO: LA MUSICA INFLUENZA LE ABITUDINI DEI GIOVANI

SESSO: LA MUSICA INFLUENZA LE ABITUDINI DEI GIOVANI

(AGI) - Roma, 24 feb. - Gli adolescenti iniziano troppo presto a fare sesso? Forse dipende dalla musica che ascoltano. Lo rivela uno studio condotto dalla Pittsburgh University su 711 giovani a cui sono state fatte domande sulla loro vita sessuale e sulle loro preferenze musicali. Secondo i ricercatori dell'universita' americana, infatti, chi ascolta canzoni che contengono all'interno del testo frasi esplicite e degradanti riferite al sesso hanno "il doppio di probabilita', rispetto ai loro coetanei che ascoltano un altro genere di brani, di fare sesso". Molti esperti pero', soprattutto i medici, rimangono scettici e ritengono troppo semplicistico collegare le abitudini sessuali degli adolescenti alla musica che ascoltano. Per il dottor Brian Primack, a capo del gruppo dei ricercatori che hanno condotto lo studio, "i genitori dovrebbero parlare di sesso con i loro figli e inserire in questi discorsi anche riferimenti alla musica che ascoltano". Sulla ricerca da lui condotta, Primack comunque non si sbilancia ma ammette che dai risultati "sembrerebbe certamente esserci un collegamento tra musica attività§ sessuale degli adolescenti".



http://salute.agi.it/primapagina/notizie/200902241321-att-rsa0016-art.html

giovedì 21 febbraio 2008

TROVATO IL PUNTO 'G'-SCOPERTA ITALIANA

Fondamentale per l'orgasmo femminile

Trovato il punto 'G', è una scoperta italiana

Attraverso una normale ecografia il dottor Emmanuele Jannini ha fotografato la presenza della zona in alcune donne: "Ora si può parlare di sessualità femminile con maggiore cognizione di causa e approfondire la ricerca su un terreno più concreto". Partecipa al forum

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Roma, 20 feb. (Adnkronos Salute) - Il punto 'G', fondamentale per l'orgasmo femminile, esiste. Ed è stato addirittura 'fotografato' da un ricercatore italiano che lo ha localizzato in un piccolo spazio tra uretra e vagina, più spesso del normale. A documentare l'esistenza della famigerata zona del piacere femminile uno studioso dell'università de L'Aquila, Emmanuele Jannini, docente di sessuologia medica, in una ricerca pubblicata sul Journal of Sexual Medicine e realizzata su un piccolo gruppo di donne.

Per individuare questo particolare anatomico, che consente alle donne il cosiddetto 'orgasmo vaginale', Jannini ha utilizzato l'ecografia transvaginale, un esame molto comune. Lo studioso ha chiesto a un gruppo di giovani donne se avessero orgasmi vaginali e ne ha osservato l'anatomia. In quelle che dichiaravano questo tipo di orgasmo è stato riscontrato l'inspessimento della parete tra uretra e vagina.

"Abbiamo dimostrato con certezza l'esistenza del 'punto G' in alcune donne. E anche la possibilità di individuarlo in maniera semplice, con un banale ecografo. Ora si può parlare di sessualità femminile con maggiore cognizione di causa e approfondire la ricerca su un terreno più concreto", commenta ad Adnkronos Salute Emmanuele Jannini, che si dice soddisfatto "perché con questa ricerca finisce l'epoca della sessuologia basata sulle opinioni. Abbiamo dimostrato che le donne hanno caratteristiche diverse tra l'una e l'altra. Ora potremo capire, per esempio, quante sono le donne che hanno il punto 'G'".

Non solo. Si potrà, in alcuni casi, anche 'curare' la mancanza di orgasmo vaginale. "Stiamo osservando - continua Jannini- che il punto 'G' è sensibile al trattamento ormonale. Dunque, nelle donne che hanno un punto 'G' atrofico per una carenza ormonale, sarà possibile intervenire". Ci sono, infatti, donne che hanno livelli bassi di testosterone e hanno il punto 'G'. Ma, a causa della carenza ormonale, il punto 'G' si 'spegne'. "E queste pazienti - dice Jannini - le possiamo curare con gli ormoni". Ci sono però anche donne che non hanno questo 'interruttore del piacere' "e su questo è impossibile intervenire. Ne loro caso - dice l'esperto - sono possibili solo orgasmi clitoridei". La ricerca comunque prosegue, e l'equipe del professor Jannini sta osservando come il punto 'G' cambia nelle varie fase del ciclo mestruale, nelle donne che prendono la pillola, nelle donne irsute (con troppo testosterone), e in quelle con poco ormone. "Avremmo così un quadro di riferimento ancora più preciso", conclude Jannini.
http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.1897606184

LA VERGINITA'

VERGINITA' A cura del Prof. Franco Mascherpa
Ginecologo Psicoterapeuta sessuologo
- Università di Torino


Premessa
Il concetto di "vergine" necessita di una definizione per potersi addentrare nel suo significato sessuologico. Vergine può significare "illibato/a" nel senso comune sessuale, ma anche intatto, integro, inviolato, incontaminato se riferito ad un luogo, o anche genuino se riferito ad un prodotto o ad una materia prima. La perdita della verginità si definisce "deflorazione". Questi significati si confondono tra di loro e finiscono per rendere ogni discorso diverso a seconda del punto di vista dal quale si vuole vedere.


Marcantonio Franceschini, cartone preparatorio per affresco, "La Verginità".

La verginità è un tema che è importante nella mitologia, che interessa molto la religione, che a che fare con la psicologia, la filosofia e l'antropologia e che si è modificato nel tempo coi costumi e in luoghi e tempi diversi. Il punto di vista della sessuologia scientifica tende a contenere tutti questi diverse visioni per arrivare ad una definizione operativa utile nelle pratica clinica e necessaria alla soluzione di quei casi dove la verginità possa diventare un problema (vedi matrimoni bianchi e vaginismo ).

Psicologia
In termini psicologici si può dire che noi tutti siamo un "luogo della mente" e un "prodotto" di un processo, la nostra storia. Sentirsi integri o intatti (a maggior ragione per le donne) è un equilibrio che vorremmo difendere da tutti i processi di disgregazione o di dissociazione che potrebbero violare la nostra interezza, la nostra unità. Ecco perché, psicologicamente, per molte donne la verginità rimane un valore che sono pronte a difendere non solo per motivi sociali, ma anche per motivi propri, interiori e strutturali. Una vera intrusione del corpo, ma anche, e soprattutto, della mente. Ma come tutti i processi di maturazione anche la "perdita" della verginità comporta una crescita, un percorso necessario verso l'identità femminile, con l'affermazione della propria seduttività e con le prospettive della maternità... e come tutti i distacchi e le perdite comporta l'elaborazione di un lutto e un senso di rimpianto. Diventare grandi non è mai stato facile e qualcuno non ci è mai riuscito.

Storia di una leggenda metropolitana
Ogni ragazza ha una sua fantasia sulla verginità: di solito si è fatta un'idea dai racconti delle amiche, spesso della madre. Il primo rapporto sessuale sembra in bilico tra una prospettiva di piacere di solito molto vaga e una di dolore piuttosto certa. Ci sarà certamente un sanguinamento per la rottura dell'imene e questo segnerà l'inizio di una condizione adulta, una trasformazione della bambina intatta, un nuovo modo di avere relazioni coi maschi.

Ma la cose non stanno proprio così...Intanto i primi rapporti non comportano necessariamente la penetrazione del pene nella vagina. La prima leggenda metropolitana è che un rapporto completo sia solo questo, mentre la penetrazione da sola è il più incompleto dei rapporti.La seconda leggenda è che l'imene sia un ostacolo difficile da superare e che debba necessariamente lacerarsi: anche questo è falso nella stragrande maggioranza dei casi e le emorraggie sono eccezionali.

Le storie sono spesso colorite da particolari un po' truculenti e impressionanti: qualche pene è rimasto imprigionato nella vagina per ore, l'emorragia è stata così intensa da dover ricorrere al pronto soccorso di un ospedale, il dolore è stato tremendo, l'umiliazione forte come l'impressione di essere sopraffatta o quasi violentata. Per quasi tutte le donne il primo rapporto con penetrazione si risolverà con un po' di fastidio e magari un po' di paura con un sanguinamento minimo o assente. Questo fatto del tutto naturale, a volte, comporta una certa irritazione maschile per il fatto di sospettare di "non essere stato il primo". Anche certi maschi sono vittime dei pregiudizi sul primo rapporto.Gli uomini tengono moltissimo alla purezza: nel 1950 Dino Origlia scrive: "sono contento di essere arrivato primo è un pensiero che effettivamente corrisponde a qualcosa nella psicologia dell'uomo". Sposare una donna vergine e farne una proprietà esclusiva rappresenta ancora lo scopo di qualche giovane maschio. Negli anni '50 erano ancora la maggioranza. Chi non ha sentito parlare della "magia della prima notte"? Che ci sia qualcosa di particolarmente attraente nelle vergini per gli uomini lo ha detto anche Freud: "…l'uomo che per primo soddisfi l'ardente desiderio d'amore della vergine […] diventerà quello con cui ella riuscirà a stabilire un rapporto duraturo, mentre la possibilità di tale rapporto resterà sbarrata in ogni altro. La donna finirà per vendicarsi della deflorazione avvenuta in quanto l'uomo che l'ha deflorata non è quell'uomo, il padre, cui erano legate originariamente le pulsioni della vergine ."

Antrolopogia dell'imene
Cos'è l'imene? A che cosa serve esattamente? Sembrano domande che abbiano una risposta ovvia, ma ovviamente le cose sono un po' più complicate. L'imene è una piega (plica in anatomia) della mucosa al confine tra il vestibolo della vagina (che anatomicamente appartiene ancora alla vulva) e la vagina stessa. E' quindi una struttura che segna un confine deteterminato dalla diversa origine embriologica della vagina e del vestibolo. Contiene una discreta quantità di vasi sanguigni, pochissima innervazione sensibile e una modesta struttura fibrosa di sostegno, ricca di fibre elastiche. Ha forme e consistenza molto variabili: a semiluna, a setto verticale, ad anello, cribriforme o può essere del tutto assente.



Raramente l'imene può essere anatomicamente un setto completo: questa anomalia comporta che la bambina non avrà le mestruazioni anche in presenza di un corretto sviluppo ormonale (la c.d. criptomenorrea) perché il flusso mestruale non può fuoriuscire. Ma questo è un problema che si presenta in età pediatrica, all'epoca del primo flusso mestruale (menarca ) e che lo specialista avrà già risolto chirurgicamente.

Ad ogni struttura anatomica corrisponde una funzione. Dire a cosa serve l'imene ci costringe a parlare dell'evoluzione sessuale della nostra specie. Le strategie sessuali che oggi utilizziamo sono il frutto delle pressioni della selezione naturale anche se le nostre condizioni attuali sono molto differenti da quelle in cui queste strategie si svilupparono. I nostri antenati si procuravano frutta e verdure raccogliendole e la carne andando a caccia, mentre oggi ci procuriamo il cibo andando al ristorante o al supermercato. Ma se le condizioni in cui avviene l'accoppiamento sessuale differiscono da quelle primitive, le strategie sessuali sono le stesse e operano con la stessa forza irrefrenabile. La psicologia dell'accoppiamento che abbiamo sviluppato durante l'evoluzione resta la stessa, l'unica che abbiamo: la differenza sta che la applichiamo in un contesto moderno. Insomma, le caratteristiche di cui siamo dotati erano state progettate per un mondo che non esiste più.L'imene è solo apparentemente un carattere anti-darwiniano, un ostacolo all'accoppiamento: la verginità e il pudore sessuale hanno misteriosamente contribuito a migliorare la nostra efficienza riproduttiva se sono arrivati sino a noi se visti in una dimensione socio-biologica. Solo coloro che sono riusciti a trovare un partner e a mantenerlo, a riprodursi con lui, ad accudire alla prole, sono diventati nostri antenati. Se la verginità fosse stata un ostacolo alla riproduzione sarebbe sparita rapidamente a causa delle leggi ferree della selezione sessuale. Le preferenze che manifestiamo per un certo partner hanno scopi adattativi, analoghi alle capacità che abbiamo evoluto per le scelte alimentari: abbiamo una predilezione per i cibi che forniscono calorie e sostanze nutritive perché i primi esseri umani che preferirono tali cibi sopravvissero ed ebbero discendenti.




I nostri progenitori svilupparono meccanismi per percepire gli indicatori del valore riproduttivo nascosto delle donne: la bellezza può essere negli occhi dell'osservatore, ma quegl'occhi, e le menti che sono dietro quegl'occhi, sono state plasmati da milioni d'anni d'evoluzione dell'essere umano. Allora, perché "vergine" è bello? Gli studi antropologici elencano quali sono le caratteristiche femminili che attraggono gli uomini adulti: la giovinezza, la bellezza fisica (i cui elementi non sono arbitrari, né legati solo alla cultura), la linea del corpo (c'è una preferenza per un particolare rapporto tra la circonferenza del giro vita e quello dei fianchi), la simmetria del corpo sano. La verginità non solo non è visibile, ma non sembrerebbe una caratteristica desiderabile, almeno non direttamente, ma l'evoluzione ha prodotto una particolarità riproduttiva unica tra tutti i primati: la segreta ovulazione femminile, che nasconde lo stato riproduttivo, vale a dire la perdita dell'estro. I nostri antenati maschi si ritrovarono ad affrontare un problema unico nel suo genere: come essere sicuri della paternità se l'ovulazione è nascosta? Il matrimonio fornisce una soluzione: i maschi che si sposavano ne avrebbero tratto un vantaggio sul piano riproduttivo rispetto agli altri, aumentando considerevolmente possibilità di una paternità sicura.Il passaggio all'organizzazione famigliare e alla coppia, a partire dalla promiscuità sessuale dell'orda, non è stato né rapido, né facile. I rapporti ripetuti durante l'intero ciclo ovario danno ad un uomo maggiori probabilità che la donna partorisca un figlio suo. La fedeltà è rinforzata sia dai vincoli sociali, famigliari che dai membri della coppia. In questa situazione la verginità diventa una caratteristica desiderabile poiché garantisce che, al momento del primo rapporto, la donna non è gravida di un possibile concorrente genetico; una piccola membrana, facilmente superabile, è lì a far da prova . Le donne, per le quali il primo rapporto completo fosse stato troppo "facile", avrebbero potuto correre il rischio di essere abbandonate poiché l'uomo non poteva essere sicuro che quella gravidanza era basata sui propri geni e non su quelli di un estraneo. Da punto di vista maschile valeva la pena di attivare tutti i meccanismi di controllo famigliare e sociale, per evitare di investire risorse a favore di un figlio di un concorrente. L'evoluzione avrebbe agito, come per altre caratteristiche, sull'anatomia. E' la stessa pressione evolutiva che ha portato all'evoluzione del clitoride e alla funzione orgasmica: entrambi apparentemente inutili alla procreazione, sono state selezionate per la loro valenza altamente seduttiva e di stabilizzazione delle relazioni.La fedeltà sessuale e la certezza della paternità sono in cima alla lista delle preferenze sessuali degli uomini. Oggi, sebbene nella cultura occidentale non si possa più pretendere la verginità, è certo che gli uomini tengano molto alla fedeltà. La pillola potrebbe rendere questa preferenza non necessaria, ma la preferenza per la fedeltà permane inalterata: un uomo non riduce il suo desiderio che la moglie gli sia fedele solo perché prende la pillola! Lo stesso si può dire per la verginità: anche se questa non è più di moda, le vergini continuano ad avere un fascino speciale per molti. La cultura umana ha circa 12.000 anni, l'Homo Sapiens 400.000 almeno, i nostri antenati ominidi hanno più di quattro milioni d'anni. Questo significa che, prima di essere una specie culturale, l'uomo è stato lungamente una specie naturale e le conseguenze sono ampiamente visibili ancor oggi.

Religione
La tutela religiosa del corpo della donna, come del suo spirito, è stata sempre aggressiva e pesante in ogni religione e in ogni epoca. La donna è disprezzata in ogni religione monoteista: lo è nell'islam, nell'Ebraismo quanto nel Cristianesimo. La tutela del corpo della donna è stato, per molti secoli, aggressivo e pesante. Il Buddismo Zen, in ogni epoca, è stato maschilista, il Confucianesimo è durissimo con le donne.La Chiesa ha sempre detestato l'amore fisico (eros, amor ), preferendogli l'amore di carità (agape, dilectio ). La vergine è l'oggetto di un culto eccezionale condiviso a lungo e profondamente da tutti i cattolici. Fin dal XVIII° secolo, essere innamorati è una sventura del destino. C'è il timore che l'amore, la carne, possano rendere l'uomo simile all'animale (San Tommaso). La condanna del coito è stata quasi generale dal XII° secolo, accompagnata dall'apologia della verginità. Nel II° secolo i trattati sulla verginità sono letteratura corrente come quelli di Metodio di Olimpio e di San Cipriano. Alcuni di questi primi cristiani arrivano alla castrazione come Origene. San Gerolamo, sul piano teorico, ammira la verginità e dissente dal matrimonio: se la fine del mondo è vicina, si chiede, perché fare dei figli? E dice: "Come accettiamo il matrimonio, così preferiamo la verginità" e descrive la gravidanza come un inferno.Tutto il futuro della dottrina rimase segnato da quest'amore per la verginità, manifestato nei primi secoli. La verginità rimaneva l'ideale. Ma rifiutare le madri, e porre l'accento sulla loro abiezione, rischiava di portare a seri problemi demografici. Tra il IX° e il X° secolo la dottrina sessuale della chiesa ebbe ripercussioni sulla popolazione europea che conobbe una magra pericolosa. La politica diventò allora quella di incoraggiare il matrimonio si rese l'istituzione più santa e il matrimonio diventò un sacramento, anche se la presenza di un prete non fu obbligatoria fino al 1563.Lo sforzo del XIII° secolo di fare del matrimonio un meccanismo regolatore della società privo di peccato, non impedì il permanere dell'ammirazione per la verginità come perfezione assoluta o, se non altro, come rimpianto. La deflorazione, anche seguita da maternità felici, è stata considerata dalla cristianità, allora come oggi, una reale perdita di essere e di valore. Con lo sviluppo del culto di Maria dal XII° secolo, si seguitò ad offrire come modello alle donne una vergine. Maria vergine eterna, vergine in ogni tempo (alipartenos ). Anche se Maria non assunse mai il rango di una divinità, s'insistette sulla natura della verginità fino all'inverosimile. C'è chi dice anche per far sparire i fratelli di Gesù, di cui pure testimoniano gli evangelisti. Maria divenne ben presto una quarta figura della trinità e la prima delle sante. Per otto secoli, dal XII° al XX°, Roma si è accanita a perfezionare, aumentare, bloccare tale verginità. Non soltanto Maria aveva concepito un dio, non soltanto questa nascita l'aveva lasciata vergine, ma anche, dal 1854, si affermò che sfuggiva alla maledizione delle figlie di Eva: era nata senza macchia, senza il marchio del peccato originale: il dogma dell'immacolata concezione che è spesso confuso con quello della verginità.



Nel 1950 Pio XII° promulgò come verità che era stata innalzata direttamente al cielo senza aspettare il giudizio universale: il dogma dell'assunzione della Vergine. Una simile promozione avrebbe potuto contribuire a risollevare il valore delle altre madri, ma non è così: Maria viene sempre ammirata per la verginità, più che per la maternità. Ma il modello è inimitabile, fuori portata… La parte più interessante (e poco nota), di questa contraddizione, trova una sua esemplificazione, ancora più assurda, nel sogno dei matrimoni non consumati. Il teologo Pier Lombardo, intorno al 1100, elencò ed esaltò i casi delle spose perfette, quelle che avevano risolto la quadratura del cerchio sessuale cristiano, secondo il genere letterario medievale degli exempla : i matrimoni bianchi. San Tommaso, nel secolo seguente, disse "Il matrimonio senza unione carnale è il più santificante".Attingendo molto alla leggenda, si ripeté insistentemente la storia meravigliosa di Cecilia e Valentino che non si unirono mai carnalmente e, colmo della felicità, furono martirizzati dai Romani. Si trovarono meriti in Melania che, verso il 400, rifiutò il marito e, vergine, fondò un convento e si lodò Alessio, patrizio romano, che, costretto al matrimonio dalla sua ricca famiglia, abbandonò il domicilio coniugale sin dal primo giorno delle nozze per farsi mendicante.La Storia viene bistrattata. Di Santa Redegonda, che probabilmente visse col marito come tutte le donne dell'epoca, si disse che non si era abbandonatagli abbracci coniugali senza disgusto, per poi affermare, un po' più tardi, che non avesse neppure consumato l'unione. Per l'imperatore Enrico II° e sua moglie venne fatto notare che, dal momento che non avevano avuto figli, avevano vissuto all'insegna della moderazione. Il culto di Maria si era ampliato tanto che le bibliografie, nei secoli seguenti, inventarono di sana pianta una scena straziante dove si vedevano due sposi, sin dalla sera delle nozze, giurarsi che le loro relazioni sarebbero rimaste per sempre virginali.L'indiscutibile contraddizione verginità-maternità non deve nulla a qualche principio d'autorità, e neppure alla varietà delle fonti cattoliche: fu accettata e voluta. Essa si colloca al centro stesso di una concezione che si chiama degli "ordini di dignità". In questa graduatoria ufficiale la madre non si è piazzata mai in un buon posto, ma la madre non ha mai occupato un rango d'onore nel cristianesimo: la gloria è promessa alle vergini.

La verginità nella storia sociale italiana
Uno sguardo alla storia sociale del concetto di verginità in Italia, ci obbliga a tornare al dopoguerra e alla rivoluzione sessuale degli anni 70. Per molti magistrati tra gli anni Cinquanta e Sessanta sotto le gonne delle fanciulle è custodito un bene giuridico. Nel 1949, ad esempio, la Corte di cassazione stabilisce che una donna sedotta con la promessa di matrimonio "ha ragione di insorgere e riscattare il proprio onore vilipeso da chi l'ha ingannata". Ormai le ragazze studiano e lavorano e il loro destino non dipende più solo dal matrimonio, ma la verginità, in perfetta continuità col ventennio, continua ad essere una faccenda estremamente seria. Lo è per il Papa, per i preti, che ne sottolineano la qualità spirituale, per la mamma che ne valorizza gli aspetti negoziali ai fini delle nozze, lo è per il giudice pronto a sentenziare un compenso in denaro nei casi, rari, in cui si possa dimostrare che lei non ci stava e non lo ha provocato.Come quasi ogni cosa in quegli anni, anche la verginità diventa una questione politica e un oggetto di culto. I cattolici hanno Maria Goretti , santificata da Pio XII° nel 1950, e i comunisti sfoderano Irma Bandiera una partigiana che è stata torturata ma si è difesa, che ha mantenuto l'onore e perduto la vita, e perciò viene additata all'esempi delle giovani della FGCI. Il valore è diverso per cattolici e comunisti: per i primi è una questione di principio, per gli altri una questione etica e pratica.Se negli anni Trenta, con l'esempio di Maria Goretti, si era tentato di responsabilizzare le ragazze, negli anni Cinquanta si preferisce intensificare la sorveglianza: il controllo della verginità spetta alle figlie, ma la supervisione materna deve essere incessante e incutere terrore. Nel 1960 in "Saper vivere", Donna Letizia avverte le ragazze che "il buon senso vi ispirerà la risposta adeguata: un NO deciso", perché le "ochette" che abboccano "se ne pentiranno molto il giorno in cui si troveranno di fronte un fidanzato, un vero fidanzato". Un sacerdote ammonisce a proposito del fidanzamento che deve durare al massimo sei mesi: "Chi ama il pericolo perirà con esso. A tutti i fidanzati consiglio: visite brevi, visite utili, visite rare". Ammettere davanti a un figlio adulto che è stato concepito prima del matrimonio costituisce una vergogna che si cerca di nascondere per tutta la vita.

I Tampax, primo assorbente interno in commercio negli Stati Uniti dal 1936, arriva in Italia accompagnato dalla cattiva fama: non è adatto alle giovinette perché può rompere l'imene, distruggere la verginità.Nel 1961 la pedagogista Maria Ricciardi Rocco osserva che una ragazza, sotto un tale bombardamento di precetti, "…è incerta tra le paure di perdere il fidanzato, cedendo, e la paura di perderlo ugualmente dopo aver ceduto" La "prova d'amore" è in realtà una prova di potere, un esperimento di sottomissione di lei a lui, o di lei alla mamma. Nel 1950 Margaret Sanger, pioniera americana della contraccezione, incontra Gregory Pincus, un chimico impegnato nello studio degli ormoni. Dopo sei anni nasce la "pillola" Pincus, il primo contraccettivo moderno che viene sperimentata sulle donne di Portorico: è l'inizio di una nuova era, una vera rivoluzione nei millenni della storia umana, mai prima d'ora il sesso era stato separato dalla procreazione con tanta nettezza. Come sappiamo, le conseguenze sul costume, sulla morale sono molte immediate e profonde. Le donne non sono più incatenate alla maternità per obbligo, si diffonde il lavoro fuori casa, si passa dalla responsabilità maschile a quella femminile. Anche il matrimonio d'amore perde peso dopo quello di convenienza, la donna rafforza la parità all'interno della famiglia. Nasce la sessuologia che riconosce alla sessualità un ruolo non solo riproduttivo, di creazione per sé. Non mancano agguerrite resistenze a questo cambiamento epocale. In questo periodo, all'inizio degli anni sessanta, molti sacerdoti negano l'assoluzione a quelle donne che confessano di aver praticato la contraccezione anche se c'è attesa verso un'autorizzazione al controllo delle nascite perché l'atteggiamento del Vaticano sembra essere generalmente più riformista. Nel 1963 la Commissione pontificia nominata da Giovanni XXIII° si pronuncia per un "uso responsabile dei contraccettivi". Nel 1965 si chiude il concilio Vaticano II senza che l'argomento sia stato affrontato. Nel 1968 il Papa pubblica l'enciclica Humanae vitae che condanna la contraccezione. Per i Paesi cattolici avanzati è un duro colpo. Negli anni Sessanta, invece, la rivoluzione si diffonde a macchia d'olio. Oggi nel nord Italia quasi il 30% delle donne usa la pillola contraccettiva.

Ginecologia

Serve ancora la chirurgia della verginità?
In alcune parti del mondo esiste ancora il problema della ricostruzione della verginità anatomica. In Brasile, Paese dove si esegue ogni anno un numero impressionante d'interventi di chirurgia plastica, un ginecologo ha pubblicamente dichiarato di aver eseguito più di mille ricostruzioni imenali. Oggi l'unico intervento giustificato nelle difficoltà di penetrazione legate ad anomalie anatomiche, come nella vestibolodinia disestesica , è l'ablazione della rima vulvare o plastica vulvo-vaginale posteriore che rimane indicata nei casi in cui esista un'ipertrofia membraniforme della forchetta , causa di dolore alla penetrazione e di contrazione riflessa dei muscoli perineali. La scelta di questa terapia va integrata con un preciso inquadramento diagnostico sessuologico e con una competente consulenza vulvologica.

Bibliografia


J. Strund G. Thomas L'intatta, Archetipi e psicologia della verginità femminile(Psicanalisi) Red Ed. 1987
L. Irigaray, Essere due Boringhieri 1994 (Filosofia)
G. Bechtel Le quattro donne di dio Pratiche Ed. 2000 (Storia della Chiesa)
H.S. Fisher Anatomia dell'amore Longanesi 1993 (Antropologia,sociobiologia)
D.M. Buss L'evoluzione del desiderio Laterza 1995 (Psicologia sociale)
M. Boneschi Senso Mondatori 2000 (Storia del costume)


http://www.benessere.com/sessuologia/arg00/verginita.htm

ORGASMO FEMMINILE

ORGASMO VAGINALE, ORGASMO CLITORIDEO
Purtroppo molte donne hanno problemi connessi all'orgasmo: da una recente inchiesta condotta in Italia dalla Societa' Italiana di Medicina Generale (SIMG) con 600 questionari distribuiti negli ambulatori di medici di base, emerge che il 30,1% lamenta problemi di orgasmo e il 26,9% di lubrificazione.

Orgasmo femminile
L’orgasmo è una piacevole risposta psicologica e fisiologica ad un stimolo sessuale. E’ il terzo stadio, dopo la fase di plateau nel rapporto sessuale, a cui normalmente segue una fase di rilassamento della tensione sessuale. Durante l'orgasmo, sia nei maschi che nelle femmine, si verificano contrazioni muscolari dell’ano e dei muscoli pelvici, così come degli organi sessuali.


Egon Schiele, "Gli amanti", 1917.

Nella femmina, l’orgasmo è preceduto da una lubrificazione delle pareti vaginali e da una dilatazione del clitoride dovuta ad un aumento del flusso sanguigno che rimane nel tessuto spugnoso che lo compone. Alcune donne manifestano un arrossamento diffuso della pelle dovuto ad una aumento del flusso sanguigno. Ma mano che la donna si avvicina all’orgasmo, il clitoride si muove verso l’interno e le piccole labbra assumono una colorazione più scura. Quando l’orgasmo diviene imminente, la vagina diminuisce di dimensioni di circa il 30% e viene irrorata di sangue e il clitoride si ritira sotto il cappuccio protettivo e riemerge solo quando la stimolazione ha termine. Durante l’orgasmo l’utero, la vagina e i muscoli pelvici hanno una serie di contrazioni ritmiche. Dopo che l’orgasmo è finito, il clitoride riemerge e recupera, in circa 10 minuti, le proprie normali dimensioni. A differenza dell’uomo, la donna non ha un periodo refrattario e perciò può avere un secondo orgasmo subito dopo il primo (alcune donne possono averne 3 o 4): ciò è noto come orgasmo multiplo. Studi mostrano che circa il 13% delle donne hanno avuto esperienze di orgasmi multipli. L’orgasmo per la donna, come per l’uomo, può essere associato ad azioni involontarie, vocalizzazioni o spasmi muscolari in altre parti del corpo. Generalmente è associato con una generale sensazione di euforia.

"Eiaculazione" femminile
Molte donne durante l’orgasmo espellono del fluido. L’origine di tale fluido sono le ghiandole di Skene localizzate attorno al meato uretrale. Queste ghiandole hanno le dimensioni di una capocchia di spillo e possono variare da soggetto a soggetto ed anche non essere presenti. Questo spiega l'assenza di questo fenomeno in alcune donne.

Perché si verifica l’orgasmo
In termini evolutivi è chiaro che l’orgasmo maschile è necessario per la riproduzione in quanto associato all’eiaculazione. Per l’orgasmo femminile le teorie Darwiniane sono meno dirette: alcuni autori sostengono che contribuisca alla ritenzione dello sperma all’interno, aumentando le possibilità di fecondazione.In termini evolutivi è chiaro che l’orgasmo maschile è necessario per la riproduzione in quanto associato all’eiaculazione. Per l’orgasmo femminile le teorie Darwiniane sono meno dirette: alcuni autori sostengono che contribuisca alla ritenzione dello sperma all’interno, aumentando le possibilità di fecondazione.

Orgasmo vaginale e clitorideo
Bisogna premettere che non ci sono due differenti tipi di orgasmo, può cambiare soltanto il tipo di stimolazione per raggiungerlo. Il clitoride è molto sensibile alle stimolazioni. Può essere stimolato in vari modi, con stimoli manuali o attraverso una pressione e sfregamento con il corpo del partner. Alcune donne provano dolore in presenza di stimolazione diretta. Una migliore stimolazione si ha con la donna sopra in posizione tale che il clitoride si sfreghi con l’osso pubico dell’uomo. Questo peraltro si verifica anche quando è l’uomo a stare sopra in una posizione tale che l’osso pubico eserciti pressione nella zona clitoridea. Per alcune donne la parte esterna della vagina è anche molto sensibile. Questo viene riferito come "orgasmo vaginale".

In termini evolutivi è chiaro che l’orgasmo maschile è necessario per la riproduzione in quanto associato all’eiaculazione. Per l’orgasmo femminile le teorie Darwiniane sono meno dirette: alcuni autori sostengono che contribuisca alla ritenzione dello sperma all’interno, aumentando le possibilità di fecondazione.

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Orgasmo vaginale e clitorideo
Bisogna premettere che non ci sono due differenti tipi di orgasmo, può cambiare soltanto il tipo di stimolazione per raggiungerlo. Il clitoride è molto sensibile alle stimolazioni. Può essere stimolato in vari modi, con stimoli manuali o attraverso una pressione e sfregamento con il corpo del partner. Alcune donne provano dolore in presenza di stimolazione diretta. Una migliore stimolazione si ha con la donna sopra in posizione tale che il clitoride si sfreghi con l’osso pubico dell’uomo. Questo peraltro si verifica anche quando è l’uomo a stare sopra in una posizione tale che l’osso pubico eserciti pressione nella zona clitoridea. Per alcune donne la parte esterna della vagina è anche molto sensibile. Questo viene riferito come "orgasmo vaginale".

Bisogna premettere che non ci sono due differenti tipi di orgasmo, può cambiare soltanto il tipo di stimolazione per raggiungerlo. Il clitoride è molto sensibile alle stimolazioni. Può essere stimolato in vari modi, con stimoli manuali o attraverso una pressione e sfregamento con il corpo del partner. Alcune donne provano dolore in presenza di stimolazione diretta. Una migliore stimolazione si ha con la donna sopra in posizione tale che il clitoride si sfreghi con l’osso pubico dell’uomo. Questo peraltro si verifica anche quando è l’uomo a stare sopra in una posizione tale che l’osso pubico eserciti pressione nella zona clitoridea. Per alcune donne la parte esterna della vagina è anche molto sensibile. Questo viene riferito come "orgasmo vaginale".
Sigmund Freud sosteneva che le donne "mature" hanno un orgasmo solo vaginale, questo ovviamente conferiva un ruolo centrale al pene per la soddisfazione sessuale della donna. In realtà l’orgasmo è un’esperienza individuale e non c’è un percorso "corretto" per raggiungerlo.

Orgasmo e barriere psicologiche
Sebbene l’utilizzo di tecniche o posizioni particolari possa essere utile a favorire l’orgasmo femminile, anche la mente della femmina deve essere preparata. Per molte donne infatti sensi di colpa, insicurezza e pensieri negativi inculcati possono prevenire la comparsa di un’eccitazione adeguata e dell’orgasmo. Alcune donne provano vergogna nel sesso e non riescono a viverlo come esperienza di gioia. Alcune donne si sentono insicure del proprio corpo, lo sentono lontano dai "modelli di bellezza" e ciò provoca difficoltà nel raggiungere l’orgasmo. Altre donne sono così concentrate su se stesse per raggiungere l’orgasmo che trascurano il partner e entrano in ansia, allontanandosi dallo stato psicologico giusto premessa essenziale per l’effettivo raggiungimento dell’orgasmo.
Alcune donne non hanno mai provato l’orgasmo e si domandano se c’è speranza di provarlo. Si, c'è.

Liberarsi delle barriere psicologiche, se presenti, è il primo passo. Poi è importante trovare modi per entrare in sintonia con il proprio corpo, per sentirsi a proprio agio con esso, per "piacersi". Infine bisogna trovare il modo di comunicare al proprio partner cosa piace, quali stimolazioni, sia prima del rapporto che durante, possono essere più efficaci e quali posizioni sono preferite. Si può sperimentare la posizione lei sopra, almeno quando si ritiene che l’orgasmo si avvicini, cercando con dei movimenti di raggiungere pressione e sfregamento tra la zona clitoridea e l’osso pelvico del maschio. Anche l’atmosfera nel rapporto è molto importante; la situazione, la preparazione, il luogo, le luci (magari a lume di candela) possono giocare un ruolo.

Esercizi preparatori
Si riporta, senza in alcun modo garantirne la validità scientifica, il metodo Kegel. Consiste nel contrarre i muscoli pubococcigei (come se si cercasse di trattenersi dall’urinare) con un intervallo di 10 secondi per 150 volte ogni giorno, con contrazioni rapide e lunghe.

http://www.benessere.com/sessuologia/arg00/orgasmo.htm?st=mp&t=1203638608